FINESTRA SUL CORTILE
di Cesare Cioni

(da "DVD World" n.17, Aprile 2001)



L'ERBA DEL VICINO E' DAVVERO PIU' VERDE?

Il piacere della lingua originale

Una delle caratteristiche senz'altro più interessanti del DVD è la possibilità di accedere alla versione in lingua originale di un'opera cinematografica e di apprezzare la vera recitazione degli attori. Per esempio, se una sera vi va di rivedere il grande Hitchcock di La donna che visse due volte, i Borg che assimilano l'Enterprise in Star Trek: Primo contatto, o invece vi attira il romanticismo di Shakespeare in Love, non avete che da scegliere la colonna sonora in inglese - tanto anche se gli accenti non sono comprensibili, o siete in compagnia di chi l'inglese non lo sa, potete attivare i sottotitoli in italiano, giusto?
Sbagliato. Questi tre titoli sono solo alcuni esempi di edizioni sprovviste di una caratteristica fondamentale: benché siano distribuiti ufficialmente in Italia, la dotazione di sottotitoli - in varie lingue, tra le quali persino l'arabo - non comprende l'italiano. Se non siete in grado di capire l'inglese senza aiuti, dovrete accontentarvi della versione doppiata (sempre che non siate anche deboli d'udito: in tal caso, sembrano pensare gli editori, peggio per voi).
Non si tratta di casi isolati: come troppo spesso abbiamo dovuto segnalare nelle nostre recensioni, la stessa carenza di sottotitoli italiani accomuna titoli Paramount (Missione Impossibile e Truman Show), MGM (Rollerball), Universal (The Peacemaker), Columbia (Spartacus) e Disney (da Pinocchio a Toy Story). Nel caso limite de Il Giorno dello sciacallo, da noi recensito nel numero scorso, i sottotitoli sono addirittura in quindici lingue diverse - ma non nella nostra.
Non voglio arrivare allo sciovinismo dei francesi che per legge hanno bandito l'uso di molte parole inglesi dal loro vocabolario, ma da un'edizione ufficialmente distribuita sul mercato italiano, oltre a un corretto riversamento video nel rispetto del formato originale (anamorfico se in widescreen), mi aspetto alcune cose:

La ricerca dell'Araba Fenice

In realtà il problema delle edizioni europee, e in particolare italiane, non si limita al solo corredo linguistico. Molti dei DVD distribuiti nel nostro Paese hanno "perso per strada" parte degli extra o delle caratteristiche più interessanti delle corrispondenti versioni d'oltreoceano. Per me - da molti anni appassionato di musica da film - è particolarmente deplorevole la frequente scomparsa della traccia audio con la musica isolata in titoli come Pleasantville, Final destination, Matrix, La Mummia o Apollo 13, presumibilmente sacrificata per far spazio alle colonne sonore doppiate.
Più grave,  perché tocca tutti i cultori di cinema, la sparizione delle versioni alternative del film nell'edizione italiana di opere come Il grande sonno, Terminator 2 o A Bug's life, o degli extra delle edizioni speciali di Tarzan e Fantasia che in Italia non arriveranno mai; senza dimenticare le versioni mutilate dal pan&scan di Balla coi lupi e di Lilli e il vagabondo, di cui ho parlato qualche numero fa, e gli orribili e fragilissimi super jewel box che in Italia (ma, chissà perché, non in Inghilterra e in Francia) racchiudono i titoli Columbia e Universal.
Non vorrei tuttavia tracciare un quadro troppo negativo del mercato italiano. A parte alcuni espedienti di marketing, come le edizioni "speciali" in due DVD di Braveheart, che contiene lo stesso materiale che altrove era contenuto in un disco solo, o di Terminator 2, in cui i due dischi contengono lo stesso film in versioni differenti solo dal punto di vista dell'audio, esistono molti eccellenti esempi di titoli ricchi di contenuti aggiuntivi (Il mago di Oz, Il gladiatore), con colonne musicali isolate (L'uomo bicentenario, L.A. Confidential, Edward mani di forbice), versioni alternative (Indipendence Day, la prossima edizione di Delitto per delitto), e persino dischi in cui tutti gli extra e i commenti sono adeguatamente sottotitolati (Godzilla, Men in Black).
Purtroppo però sembra che per un gioco perverso manchi sempre qualcosa, e che non si riesca mai a trovare un titolo che possieda tutte queste caratteristiche contemporaneamente, che rappresenti "l'edizione italiana perfetta". Se un disco del genere esiste è raro come l'Araba Fenice, e io non l'ho ancora visto, anche se tra quelli che ho avuto per le mani quelli che più vi si avvicinano sono Il ponte sul fiume Kwai, distribuito recentemente da Columbia Tristar, e - se solo avessero la colonna musicale isolata! - le edizioni in due dischi de Il Gladiatore e di Men In Black.

Coraggio!

Mi rivolgo quindi agli editori e ai distributori italiani: coraggio!  Anche nel nostro Paese esiste un vasto mercato attivabile che può garantire margini di contribuzione interessanti, ma la preferenza del consumatore si conquista offrendo un prodotto sempre migliore e all'altezza delle aspettative, non cercando di imbrigliarlo e limitarlo con trucchi tecnologici e di dubbio valore legale. Per la maggior parte di noi un'edizione in italiano è per principio preferibile a quelle estere, perché è possibile trovarla nel negozio sotto casa e condividerne la visione con chi in famiglia non sa le lingue straniere - ma solo se questo non ci costringe ad accettare compromessi in termini di contenuti o di qualità. In caso contrario, le edizioni straniere resteranno le più appetibili, e nell'era di Internet e della globalizzazione non sarà certo la codifica regionale a ostacolare gli appassionati.
I potenziali clienti ci sono, e aspettano - cosa volete di più?

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