FINESTRA SUL CORTILE
di Cesare Cioni

(da "DVD World" n. 20, Luglio-Agosto 2001)



NESSUNO E' PROFETA IN PATRIA

Il DVD non ha avuto successo solo presso gli appassionati di tecnologia e home video,  conquistati dall'eccezionale qualità sonora e visiva, non paragonabile a quella dei precedenti supporti analogici. L'inalterabilità nel tempo del nuovo formato, che garantisce una visione ottimale anche dopo anni e ripetute visioni, ha attirato anche l'attenzione dei cinefili più rigorosi, che - come era già accaduto in occasione del passaggio dal vinile al CD - stanno investendo risorse considerevoli per ricostruire la propria cineteca ricomperando anche i film che già possedevano in videocassetta.
Per venire incontro a questa richiesta finché il fascino del nuovo supporto garantisce prezzi di vendita alti e margini elevati, accanto all'edizione in DVD dei più recenti successi cinematografici i produttori stanno quindi pubblicando anche opere del passato meno recente, da Orizzonte perduto a Via col vento, da Cantando sotto la pioggia a Accadde una notte.
Se si esplorano gli scaffali delle videoteche italiane, tuttavia, è evidente una grossa lacuna: è possibile acquistare molti classici del cinema anglosassone, ma salvo rarissime eccezioni non sono disponibili proprio quelli più rappresentativi di una delle cinematografie più importanti, a lungo invidiata e imitata: la nostra.

Dove sono i classici?

Proprio così. Nonostante la vittoria a Cannes del film di Moretti sia solo l'ultimo in ordine di tempo di una lunga serie di riconoscimenti internazionali conquistati dal cinema italiano, dalla Palma d'Oro del 1946 a Roma città aperta passando per l'Oscar del 1949 a Ladri di biciclette e fino a quello ottenuto nel 1999 da Benigni per La vita è bella, i distributori italiani che detengono i diritti delle pellicole più famose della nostra cinematografia si guardano bene dal trasferirle su disco, e preferiscono invece editare solo i film prodotti negli ultimi anni, compresi quelli che sono stati accolti in maniera tiepida dal pubblico.
Scorrendo brevemente la lista dei DVD pubblicata nelle ultime pagine di "DVD World" di Giugno, su 1124 film disponibili una cinquantina sono italiani, ma di questi solo 9 hanno più di dieci anni. Se poi esaminiamo quali siano questi film, scopriremo che tolti i western di Sergio Leone e un paio di titoli di Dario Argento non resta granché, e soprattutto mancano completamente le opere dei Grandi del passato: un solo film di Fellini, uno solo anche di Visconti, nessuna pellicola di Rossellini, di Pasolini, di De Sica, di Risi.
Anche tra i film più recenti non ci sono grossi motivi di entusiasmo: si tratta soprattutto di pellicole delle ultime due o tre stagioni e in buona parte interpretate da comici o attori di provenienza televisiva. Anche di un regista di indubbio talento come Verdone sono disponibili gli ultimi due film, ma non i titoli più belli della sua filmografia, come Io e mia sorella o Maledetto il giorno che t'ho incontrato.
Di fronte a un panorama così desolante, mi sono chiesto se ciò fosse dovuto alla mancanza di interesse da parte del pubblico, a problemi di diritti o di reperibilità delle copie, o piuttosto a una scelta delle case distributrici; e  per cercare di chiarirmi le idee ho esplorato un po' i siti di vendita online esteri, per vedere come e quanto fosse rappresentato il cinema italiano.

Nessuno è profeta in patria

La mia ricerca ha dato risultati migliori di quanto mi aspettassi. Sul solo sito di Amazon USA ho trovato una decina di classici di Fellini, da Il bidone a Prova d'orchestra, da Giulietta degli Spiriti ad Amarcord; mancano, è vero, opere fondamentali come Otto e mezzo e La dolce vita, che però ho trovato agevolmente in Gran Bretagna. In America sono stati anche pubblicati film di Antonioni, da Deserto rosso a L'avventura, e di Lina Wertmuller, da Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto a Storia d'amore e d'anarchia; mentre cercando tra Francia, Germania e Stati Uniti è possibile recuperare qualche opera di Visconti: Ludwig, Rocco e i suoi fratelli, Senso e Il giardino dei Finzi Contini. Altri registi, è vero, sono meno rappresentati, ma sono comunque disponibili alcuni classici come Roma città aperta di Rossellini, Divorzio all'Italiana di Germi, Ladri di biciclette e La ciociara di De Sica, e in Germania persino un Don Camillo con doppio audio in tedesco e in italiano!
Va ricordato che all'estero non è consuetudine doppiare i film stranieri, e che pertanto tranne rare eccezioni questi dischi contengono la colonna sonora originale italiana, solitamente completata dai sottotitoli nella lingua del paese di distribuzione.
Se la qualità visiva in alcuni casi è appena sufficiente a causa dell'età o della qualità delle pellicole utilizzate per il riversamento, in alcuni casi - come i dischi di Fellini e Antonioni che fanno parte della prestigiosa (e costosa) "Criterion Collection" - l'utilizzo di copie nuove o in buone condizioni e la cura impiegata per il transfer garantiscono un risultato pienamente soddisfacente, anche tenendo conto della minor risoluzione del sistema televisivo NTSC utilizzato in America.

Cosa stiamo aspettando?

Ma se questi dischi sono disponibili, e nonostante l'handicap della lingua italiana hanno successo, se altri se ne aggiungono ogni settimana (come I soliti ignoti di Monicelli, curiosamente tradotto in Big deal in Madonna Street per i paesi di lingua inglese, che è appena stato pubblicato da Criterion in America, o La dolce vita da poco disponibile in Inghilterra) è segno che un mercato per questi titoli esiste.
Diventa difficile spiegarsi il fatto che chi detiene i diritti italiani di queste ed altre pellicole, e avrebbe accesso alle pellicole originali ed ai materiali aggiuntivi per garantire un prodotto ottimale, resti con le mani in mano mentre i licenziatari dei diritti esteri occupano il mercato con le proprie edizioni (non dimentichiamo che è sufficiente una connessione ad Internet e una carta di credito per acquistare uno qualunque di questi dischi).  Oggi una buona edizione italiana potrebbe essere venduta ad un prezzo inferiore di quella d'importazione pur garantendo dei margini interessanti; ma il mercato evolve, i prezzi di vendita dei dischi con film non recenti sono in calo, e fra qualche anno i margini si saranno ridotti, e diventerà più difficile affrontare il costo di una buona masterizzazione per un disco destinato al solo mercato italiano.
E' vero infatti che preparare un DVD di buona qualità e con qualche supplemento ha un costo non indifferente; ma se è questo il problema non vedo perché non si possa seguire la strada della coedizione, già utilizzata con successo in campo editoriale per i libri illustrati a colori, nei quali il costo della preparazione delle lastre di stampa incide in percentuale elevata su piccole tirature.
Uno stesso master, con sottotitoli in più lingue, potrebbe essere utilizzato per creare dischi identici ma etichettati e distribuiti da case diverse nei differenti paesi europei a prezzi non troppo dissimili così da rendere non conveniente l'importazione parallela.
Questo permetterebbe di ripartire costi e rischi tra più editori e assicurare agli acquirenti la miglior qualità possibile, e soprattutto la disponibilità di capolavori che tutto il mondo ci invidia.

Mi auguro che questa strada possa essere seguita. C'è qualche segnale incoraggiante: ho appena comperato Il deserto dei tartari, so che è in uscita un Brancaleone, ma sono ancora pochi, timidi, tentativi. Io, personalmente, sono fiducioso e prenoto fin d'ora una copia de Il sorpasso: spero di non doverla comperare in Germania...

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