FINESTRA
SUL CORTILE
(da
"DVD
World" n. 27, Marzo 2002)
PROSSIMAMENTE SU QUESTO SCHERMO
Vi
ricordate quando i trailer venivano ancora chiamati “provini” o “prossimamente”?
Erano piccole bobine di pellicola, che il proiezionista incollava a mano
in cima a quella ben più grande del primo tempo del film, e il cui
contenuto aveva una vita limitata a qualche mese, per poi svanire nel dimenticatoio,
una volta cessata la distribuzione cinematografica dell’opera per la quale
erano stati prodotti.
Oggi
questi filmati sono diventati facilmente accessibili agli appassionati
grazie ai DVD: infatti anche il disco più desolatamente povero di
contenuti ne contiene almeno uno o due.
Spesso riversati con minor cura e qualità del film vero e proprio, e molto spesso nella sola versione originale, i trailer rappresentano comunque un elemento di interesse per i cinefili. Essi possono essere giustamente considerati opere a sé stanti, perché solo molto di rado sono creati dallo stesso regista che cura la direzione del film, anche se questi e il produttore mantengono comunque un certo controllo su di essi. Esiste una vera e propria industria parallela che si occupa esclusivamente della preparazione di questo tipo di materiale promozionale, con registi, montatori, musicisti e tecnici che lavorano esclusivamente in questo ambito, operando nell’ombra ma non per questo svolgendo un lavoro meno importante. Al contrario: è proprio a loro che spetta il compito - non sempre facile - di attirare l’interesse del pubblico su una pellicola, stuzzicarne la curiosità, e soprattutto invogliarlo a spendere i soldi del biglietto prima ancora di aver letto le critiche o ascoltato il parere degli amici. Da qualche anno infatti il successo di un film si decide nella prima settimana, o addirittura nel primo week-end di programmazione, e se la pellicola è di qualità non eccelsa il numero di sale in cui viene presentata, e, di conseguenza, gli incassi giornalieri, possono calare molto velocemente.
Se
una volta le anticipazioni venivano proiettate soprattutto nelle sale cinematografiche
prima di altri film, di fronte a un pubblico pagante e “prigioniero” della
sala, la pubblicità televisiva ha costretto a modificarne la forma
e il linguaggio per competere con gli spot dei prodotti più disparati,
e, più di recente, abbiamo assistito alla promozione di pellicole
attraverso filmati diffusi su Internet secondo un’abile strategia di marketing.
George Lucas, ancora una volta, è stato l’antesignano in occasione
dell’uscita di Guerre Stellari: Episodio I e sta sfruttando nuovamente
questa tattica per l’Episodio II, ma gli altri produttori hanno
saputo adeguarsi: valgano per tutti i due splendidi trailer di Spiderman
resi disponibili negli ultimi mesi.
La
necessità di presentare una pellicola attraverso vari media e a
vari tipi di pubblico ha fatto sì che oggi non si produca più
solo un tipo di filmato valido per tutti gli usi, magari infarcito di roboanti
elogi per i componenti del cast e per la trama. La retorica dei “prossimamente”
di una volta aveva un fascino tutto particolare, e per chi voglia farsene
un’idea suggerisco la visione del documentario Becoming Attractions:
The Trailers of Humphrey Bogart inserito nel DVD de Il mistero del
falco; oggi, però, il linguaggio cinematografico si è
evoluto, il pubblico è più smaliziato e occorrono tecniche
e ritmi del tutto diversi.
Il
primo filmato che viene realizzato per la promozione di un film è
di solito quello che va sotto il nome di teaser (dall’inglese to
tease, “stuzzicare”). La caratteristica principale del teaser,
accanto alla breve durata, è di non dare quasi nessuna informazione
sul film vero e proprio: non è questo il suo compito, deve solo
suscitare curiosità. In alcuni casi il teaser viene realizzato
addirittura prima che inizino le riprese, quando il film è ancora
sulla carta, per presentarlo ai finanziatori o ai possibili distributori.
Talvolta possono essere sufficienti solo i nomi degli attori, il titolo
del film, qualche immagine quasi subliminale.
Il
primo trailer di Star Trek: Primo Contatto consisteva solo nella
ripresa di quella che sembrava un’astronave Borg, ma che si rivelava essere
il simbolo della Federazione: nessun fotogramma del film, ma per i fan
era più che sufficiente per capire quale ne sarebbe stato l’argomento.
Il teaser di
Charlie’s Angels non mostra che qualche effetto
grafico e le tre belle attrici (e Bill Murray) in pose marziali, e non
anticipa assolutamente nulla sulla trama. Non importa: il tema musicale
e la voce fuori campo richiamano esplicitamente la serie televisiva, e
il pubblico deve solo associare a essa l’immagine delle nuove protagoniste.
Quando il film è già in lavorazione, per il teaser può essere utilizzata una sequenza già girata, anche avulsa dal contesto e magari accompagnata da una musica indovinata, come l’abbraccio davanti allo specchio tra Nicole Kidman e Tom Cruise che annunciava Eyes Wide Shut. Se si tratta di un film ricco di effetti speciali vengono usate solo quelle scene che non necessitano di troppi ritocchi o per le quali la post-produzione è già stata completata, come fu per Il Signore degli Anelli o Harry Potter e la pietra filosofale e com’è tuttora il caso dei vari filmati dell’Episodio II di Guerre Stellari che vengono man mano rilasciati sul sito della Lucasfilm.
Solo
a riprese inoltrate si comincia la realizzazione del trailer vero e proprio,
sempre curato da tecnici specializzati e non dall’équipe del film.
Si tratta infatti di un lavoro molto diverso: il film ha un suo respiro,
un suo ritmo ed equilibrio voluti dal regista, che può concedersi
il tempo necessario per presentare la storia e portarla a compimento. Il
trailer invece deve dare un’idea definita del film senza svelarlo troppo,
toccare tutti i potenziali motivi di interesse - attori, scenografia, effetti
- pur lasciando allo spettatore il desiderio di saperne di più...
e il tutto in pochi minuti. Per ottenere questo è essenziale il
ruolo del montaggio, importantissimo quello della musica, e, in generale,
diventa fondamentale il ritmo che viene dato all’insieme.
Se
osservate per esempio i due trailer presenti nell’edizione in DVD di Forrest
Gump, potrete notare come siano assolutamente opposti per cadenza,
tono e tecnica: sincopato, affollato di immagini, suoni e voci, il primo;
lento, melanconico, accompagnato solo dalla musica il secondo: eppure ambedue
presentano fedelmente il film a cui si riferiscono, che contiene questi
elementi e molti altri.
E’
interessante notare come, a causa del fatto che il trailer viene realizzato
indipendentemente dalla pellicola a cui si riferisce, possa occasionalmente
accadere che alcune immagini utilizzate per il trailer vengano poi eliminate
in fase di montaggio dal film stesso, lasciando perplessi gli spettatori
che non le ritrovano al cinema. Per lo stesso motivo, la musica che si
ascolta in questi filmati molto spesso non è quella della
colonna sonora del film, che in molti casi non è ancora stata scritta
o registrata. Per commentare il “prossimamente” vengono spesso riciclati
brani di musica classica (i Carmina Burana di Orff e I Pianeti
di Holst ricorrono con allarmante frequenza) o partiture scritte per altre
pellicole; esistono comunque musicisti in grado di ricreare in un paio
di minuti qualunque stile e atmosfera, di solito ricorrendo a sintetizzatori
per limitare i costi.
Segnalo
a questo proposito l’esistenza di un interessante doppio CD, “Coming Soon”,
che raccoglie una settantina di brani scritti apposta per questo tipo di
produzioni da John Beal, uno specialista del genere.
Talvolta
la realizzazione del trailer è più elaborata e creativa.
In alcuni casi ci si permette di parodiare altri film, come in quello realizzato
per Galline in fuga (e presente anche sul DVD) con montaggio, musica
e elementi grafici che richiamano Missione: Impossibile, o nell’altro,
attualmente nelle sale italiane; nel quale atmosfera e immagini richiamano
esplicitamente i film di Batman, mentre il misterioso vendicatore in controluce
davanti alla finestra si rivela essere il cane Scooby Doo...
Molto
più rari, perché costosi e impegnativi, invece, i casi di
trailer realizzati dal regista del film stesso sotto forma di veri e propri
film in miniatura, come era consuetudine di Alfred Hitchcock, che presentava
in prima persona le sue pellicole in piccole conferenze ironiche, fortunatamente
spesso riprodotte nei DVD delle sue opere. Fra gli esempi più recenti,
cito il brevissimo film realizzato per l’uscita di Godzilla, nel
quale - con un evidente richiamo a Jurassic Park - la zampa del
mostro schiacciava lo scheletro di un Tirannosaurus Rex davanti a una scolaresca
attonita.
Un ultimo tipo di trailer ancora diverso dagli altri e la cui realizzazione non si conclude sempre con l’uscita del film nelle sale, è il “promo” televisivo. Man mano che la data di uscita del film si avvicina, infatti, è necessario far crescere l’interesse dei potenziali spettatori, e la pubblicità televisiva ormai è spesso affiancata agli altri elementi, orchestrati con sapienza dall’ufficio marketing della casa produttrice: interviste, fotografie, gadgets, eccetera.
Questi filmati devono essere molto brevi, per motivi di costo e perché il telespettatore ha un’attenzione piuttosto limitata, ma possono essere ripetuti spesso, magari variandone leggermente il tono da un passaggio all’altro per presentare un aspetto piuttosto che un altro della pellicola. Un esempio perfetto di questa tecnica è dato dai ventuno spot televisivi compresi nel DVD di Shakespeare in Love. Si assomigliano tutti e riprendono parecchie delle stesse sequenze, ma con piccole, significative variazioni: alcuni sottolineano la presenza degli attori protagonisti, altri la spettacolarità delle scene; a volte è preponderante l’aspetto romantico della trama, altrove viene suggerita l’intensità della passione tra i due protagonisti. Altri ancora, infine, realizzati quando il film era già uscito con successo, citano le frasi più lusinghiere scritte dai critici, o elencano i premi vinti dalla pellicola. Sembrano sovrapporsi, eppure se si ha la pazienza di osservarli con attenzione ognuno di essi svolge una funzione ben precisa.
Non
dimentichiamolo, il cinema è un'arte, ma è soprattutto un’industria.
E come in tutte le industrie, non è sufficiente avere un buon prodotto:
quello che conta è che il potenziale cliente ne sia informato, e
decida di acquistarlo. E questo richiede tecniche e strumenti ben specifici.
Quanto
al fatto che poi, a volte, con queste tecniche e strumenti ci venga rifilato
un prodotto scadente, senza che ce ne rendiamo conto finché non
è troppo tardi, questa è un’altra storia.
Alzi
la mano chi non ha acquistato almeno cinque o sei DVD con film quasi inguardabili
e di cui non riuscirà mai a liberarsi...
© 2002 Edizioni Milano Publishing