FINESTRA SUL CORTILE
di Cesare Cioni

(da "DVD World" n. 31, Luglio/Agosto 2002)



IL CINEMA IN TV: IL “CASO IL 13 MAGGIO”

Halström batte Lucas 7-6

13 maggio 2002. Il duello televisivo tra Star Wars: La minaccia fantasma di George Lucas, trasmesso per la prima volta in TV da Raiuno, e Le regole della casa del sidro di Lasse Halström, anch’esso in prima visione su Canale 5, si è concluso con un risultato imprevisto. Il film di Halström, con quasi sette milioni di spettatori e il 27,80% di share, ha battuto la pellicola di Lucas che è stata vista da oltre un milione di spettatori in meno, e ha superato di poco il 23% del pubblico.

Com’è possibile che uno dei leader di entrate della storia del cinema, al terzo posto del box office di tutti i tempi con 925 milioni di dollari incassati (http://www.worldwideboxoffice.com), sia stato superato da un film che in sala ha incassato solo ottantacinque milioni di dollari, meno di un decimo della pellicola rivale?
Bisogna dire che indipendentemente dagli incassi e dal clamore che ne ha accompagnato la realizzazione, La minaccia fantasma non è un film pienamente riuscito: è ricco di effetti speciali, ma senz'anima ? e ve lo dice uno che lo ha aspettato per vent’anni e che per essere tra i primi in Italia a vederlo ha affrontato quattrocento chilometri di macchina nel cuore della notte.

Al contrario, la pellicola di Halström, se pure non rende tutta la complessità e la ricchezza dello splendido romanzo di John Irving da cui è tratta, è sentita, ben scritta e ben interpretata, tanto da aver fruttato un Oscar come miglior attore non protagonista a Michael Caine, e uno per la sceneggiatura a Irving stesso; la storia non è banale, emoziona e fa pensare e discutere anche a film finito. Ma questo, gli spettatori che hanno dovuto scegliere su quale canale sintonizzarsi non lo sapevano ancora. E allora?

Come sempre, per cercare una risposta bisogna prendere in considerazione diversi elementi, il primo dei quali è proprio il fatto che il film della serie di Guerre stellari è stato, appunto, un campione di incassi. Moltissimi lo avevano già visto al cinema, e l'inarrestabile politica commerciale della Lucasfilm aveva poi per mesi saturato i canali di vendita dell'home video con la VHS e con il DVD; anzi, grazie all'espediente di annunciare che non sarebbe stata realizzata la versione in DVD, salvo ripensarci quando la maggior parte dei fan aveva già comperato la cassetta, Lucas aveva spinto non pochi appassionati ad acquistare ambedue. Insomma, chi era veramente interessato al film l'aveva già visto e rivisto fino alla nausea.

Eppure io sono convinto, sulla base della mia esperienza personale e dei commenti che appaiono occasionalmente nei newsgroups, che abbia pesato un altro fattore, tutt’altro che secondario. Mentre Le regole della casa del sidro è un film che può interessare qualunque spettatore maturo, indipendentemente dall’età, dal sesso e dagli interessi, La minaccia fantasma è un film di grande spettacolo, a tema fantascientifico, ricco di effetti speciali - adatto a un pubblico appassionato di cinema e tecnologia, presumibilmente giovane e smaliziato, un pubblico che non guarda la televisione generalista.

Televisione? No grazie!

Alzi la mano chi, tra i lettori di questa rivista, si sintonizza sulle reti nazionali - siano esse Rai o Mediaset - per riempire la propria serata. Certo, a volte seguiamo i telegiornali (ma Internet è più aggiornata, e meno asservita al potere politico), le partite di calcio, qualche serie di telefilm o di cartoni animati che non si possiamo vedere altrove. Ma i film? No di certo! Li guardiamo sulla pay-TV o sul nostro amato dischetto argentato, per parecchi motivi:

I film non sono recenti. Sia La minaccia fantasma che Le regole della casa del sidro erano già stati trasmessi da tempo sulla pay-TV, ed erano già disponibili ambedue in video per la vendita e il noleggio. Il pubblico che ama i film di fantascienza come Guerre stellari è probabilmente in possesso delle apparecchiature necessarie per vedersi comodamente quello che gli interessa, se non addirittura di usufruirne senza pagare, "rippando" il DVD o manomettendo la card del decoder (comportamenti che non condivido, ma che esistono). Per questo pubblico, le televisioni nazionali possono aver interesse se trasmettono una pellicola d'epoca introvabile altrove, non quando trasmettono un film vecchio di qualche mese.

Le pellicole trasmesse dalle emittenti nazionali in chiaro sovente non sono integrali. La legge italiana infatti dice testualmente che "i film vietati ai minori di anni quattordici non possono essere trasmessi né integralmente né parzialmente prima delle ore 22,30 e dopo le ore 7" e prosegue indicando che "la trasmissione televisiva di opere a soggetto e film prodotti per la televisione che contengano immagini di sesso o di violenza tali da poter incidere negativamente sulla sensibilità dei minori, è ammessa (…) solo nella fascia oraria tra le 23 e le 7".
In parole povere, se una rete televisiva vuole programmare un film in prima serata, questo dev'essere idoneo alla visione per tutti; in seconda serata e in notturna, il film dev'essere comunque approvato per la visione a partire dai 14 anni. Poiché molto spesso i film di maggior richiamo non rispondono ai requisiti per il prime time, ma è in questo orario che si concentrano il maggior numero di spettatori - e di conseguenza gli incassi pubblicitari - si ricorre alle forbici, "adattando" la pellicola a un pubblico più giovane di quello che era accettato nelle sale.
Quanto alla seconda serata, è vero che le regole sono più elastiche, ma devono comunque essere rispettate - e quando, com'è successo, vengono trasmessi dei film erotici dai quali sono state eliminate le scene più calde, si sfiora il ridicolo. Ricordo un'Emmanuelle, non so più esattamente quale, la cui durata era quasi dimezzata e che le poche scene soft rimaste, ambientate su una qualche spiaggia tropicale, facevano assomigliare a un documentario turistico; e ancora di recente ho intravisto dei film di Tinto Brass in cui gli evidentissimi tagli rendevano impossibile anche solo seguire gli andamenti della trama.
Per non parlare dell'autocensura praticata per rspettare le "fasce protette": i fan della serie Buffy hanno a lungo lamentato la decisione di Italia Uno di eliminare dalla programmazione l'episodio in cui due ragazze si dichiaravano il proprio amore. Altri tagli e adattamenti vengono praticati abitualmente a cartoni animati giapponesi come Lupin III, sempre per rendere adatte all'audience del primo pomeriggio serie create per un pubblico più maturo o, almeno, di adolescenti.

Le reti televisive non rispettano le caratteristiche audiovisive delle pellicole. La RAI trasmette al massimo in stereo surround, le altre reti rigorosamente in monofonia, impedendo di sfruttare le caratteristiche degli impianti 5.1 sempre più diffusi tra i cultori dell'home theatre. Quanto all'immagine, è il trionfo del Pan&Scan. Fino a poco tempo fa tutto veniva barbaramente adattato al formato 4:3; adesso, invece, che grazie alla diffusione dei televisori in 16:9 il widescreen sembra star diventando la norma per la diffusione di opere cinematografiche, i film in 2.35:1 vengono comunque troncati ai lati, e paradossalmente anche i film originariamente in 4:3 (come i vecchi film di Totò) vengono mutilati sopra e sotto per adattarli all'immagine "rettangolare". Il problema è che i possessori di schermi 16:9 avrebbero potuto ottenere lo stesso risultato sfruttando le funzioni di zoom dell'apparecchio, mentre chi ancora ha un televisore classico perderà la parte dell'immagine sostituita dalle bande nere. Queste scelte indicano, a mio giudizio, una mancanza totale di rispetto per l'opera e per lo spettatore e, da sole, sono un ottimo motivo per boicottare tali trasmissioni.

I film trasmessi in TV sono sempre doppiati in italiano. D'accordo, il grande pubblico è abituato ai film doppiati e diserterebbe le versioni originali - ma è possibile che non si possa trasmettere un film in originale ogni tanto? Tra l'altro, questo contribuirebbe a migliorare le conoscenze linguistiche degli spettatori: in paesi come Danimarca, Belgio o Svezia, in cui persino Beautiful è trasmesso in inglese con sottotitoli, tutti parlano un discreto inglese. In Italia no: e persino MTV è quasi completamente in italiano. Il DVD, anche per questo, si è rivelato il supporto ideale per chi, come me, vuol vedere i film in originale con sottotitoli anche se non conosce la lingua ? ma di questo ho già parlato in altra occasione, e non mi dilungo oltre.

I film sulle reti nazionali sono interrotti dalla pubblicità. Non voglio qui riaprire la vecchia diatriba se sia lecito o no "interrompere un'emozione", e se questo sia un danno per l'opera cinematografica. Capisco le necessità di una televisione privata (che non è gratuita, attenzione, dato che il costo della pubblicità che permette ad essa di sopravvivere concorre poi a definire il prezzo dei prodotti che acquistiamo). Noto solo che le interruzioni pubblicitarie sono obiettivamente sgradevoli per chi, come me, ha il culto dell'opera cinematografica, non risponde al telefono né va in bagno finché il film non è finito, e privilegia le sale cinematografiche che non fanno interruzioni tra il primo e il secondo tempo. Guardare un film in TV per noi è una sofferenza; e poco conta se le interruzioni siano una, due o diciotto.
Mi disturba molto di più che le interruzioni ci siano anche sulla RAI, nonostante il canone che ci viene imposto di pagare per un “servizio pubblico” non meglio definibile, dato che in realtà anche la televisione di Stato insegue gli ascolti e infarcisce i programmi di pubblicità come una qualunque rete commerciale, sia pure in misura leggermente minore.

A questo proposito, interruzioni pubblicitarie a parte, sarebbe auspicabile le reti statali utilizzassero le risorse del canone per svincolarsi un po’ dalla caccia all'inserzionista, e quindi all’ascolto immediato, e cercassero invece di educare il gusto del pubblico sul medio termine, con programmi magari più difficili ma più intelligenti (quando avete visto per l’ultima volta un concerto, una pièce teatrale, o un film in bianco e nero senza Totò o Don Camillo in prima serata?).
Persino il ricchissimo patrimonio di programmi d’epoca degli archivi RAI non viene riproposto che a orari infami, e meno male che ci sono editori come ElleU che ne editano alcune perle, ora anche in DVD, come l’eccellente serie delle Inchieste del Commissario Maigret interpretata negli anni Sessanta da Gino Cervi, che sto riscoprendo un po’ alla volta con estremo piacere, o la miniserie de Il segno del Comando, riversata in soli due DVD per un costo complessivo inferiore ai venti euro.

In attesa che l’emittente di Stato riscopra la propria vocazione al vero servizio della collettività e nell’irrealistica speranza che siano le emittenti Mediaset a privilegiare la qualità del prodotto sui profitti immediati - in fondo sono imprese commerciali - chi cerca di mantenere uno standard minimo nelle proprie abitudini televisive è costretto ad arrangiarsi in altro modo e perde la voglia di guardare le trasmissioni televisive, anche nelle occasioni in cui vengono trasmesse pellicole meritevoli.

Come hanno fatto i milioni e milioni di italiani che, me compreso, il 13 maggio non hanno guardato né Rai Uno né Canale 5, e neanche le altre reti, ma si sono creati il proprio programma, nell’orario più conveniente, senza pubblicità, e in condizioni ideali. La minaccia fantasma l'avevo già visto, Le regole della casa del sidro l'ho visto qualche sera dopo, con calma, sul DVD originale americano, e quella sera mi sono goduto Harry Potter e la pietra filosofale, già uscito in DVD sul mercato inglese, ma che sarà disponibile in Italia solo ad autunno iniziato - ma anche questa è un’altra storia, che abbiamo già raccontato.

© 2002 Edizioni Milano Publishing