FINESTRA
SUL CORTILE
(da
"DVD
World" n. 35, Dicembre 2002)
COSA GUARDANO I NOSTRI FIGLI
Fra poco avranno inizio le festività natalizie, con relative vacanze di fine d’anno, tanto amate dagli studenti di ogni ordine e grado. Se avete dei figli in età scolare sapete che per quanto vi sforziate non riuscirete a convincerli a dedicare il tempo libero allo studio e ai compiti - siamo onesti, voi l’avreste fatto alla loro età? - e che trascorreranno la maggior parte del loro tempo giocando e guardando la TV, e ingozzandosi di dolciumi. Il piccolo schermo è ormai un passatempo fin troppo invadente per i ragazzi, e anche i genitori più coscienziosi non possono impedire che esso assuma un ruolo importante nella formazione dei propri figli. Ci si può, tuttavia, preoccupare di come la televisione assolva questo compito: invece di lasciare i bambini in balia dei palinsesti televisivi che non risparmiano loro immagini violente e diseducative, infarcite di pubblicità che li trasformeranno in piccoli e insaziabili consumatori, è possibile cercare di indirizzare - con discrezione e buonsenso - le loro visioni verso prodotti adatti alla loro età, divertenti ma ragionevolmente educativi, e che possano sviluppare in essi un minimo di senso critico ed estetico. E soprattutto bisogna trovare il tempo di sedersi accanto a loro.
Insegnare a scegliere
Sulla base della mia esperienza personale, posso affermare che un impianto home video è un importante aiuto nel perseguire questo risultato. Se in possesso di una buona videoteca, arricchita frequentemente da nuovi titoli, i bambini si abitueranno ben presto a scegliere cosa vedere e quando, in base ai loro desideri del momento, anziché sorbire passivamente quello che viene trasmesso in quel momento. Impareranno così a operare una scelta consapevole in piena libertà, sia pure in un catalogo di titoli approvati dai genitori, e compiranno il primo importante passo nella formazione di un gusto personale.
Il mio consiglio a tutti gli adulti, è di acquistare solo film che si siano visti personalmente e sui quali ci si sia formati un giudizio. Le indicazioni dei produttori sono spesso molto approssimative - film dichiaratamente “per tutti” sono, non di rad,o inadatti agli spettatori più piccoli e ogni genitore deve avere una scala di valutazione diversa, basata sulle proprie convinzioni etiche e - perché no? - religiose, e sulla conoscenza dei propri figli. Posso comunque permettermi qualche suggerimento, basato sulle mie idee ed esperienze di padre e spettatore, nella speranza che siano un punto di partenza per altri genitori e, magari, una guida agli acquisti per chi non ha figli propri ma si trova a dover acquistare un regalo per i pargoli di parenti o amici.
Magia e stregoneria
Se
volete scegliere tra i titoli di maggior successo degli ultimi mesi, è
necessaria una certa cautela. Personalmente non condivido le perplessità
di una parte del mondo cattolico e cristiano nei riguardi del celeberrimo
Harry Potter. Certo, Harry e i sui amici utilizzano incantesimi e vivono
in un mondo in cui la stregoneria è esperienza quotidiana: ma, soprattutto
nei romanzi, la linea di demarcazione tra il bene è il male è
tracciata con decisione, sono esaltati i valori dell’amicizia, dell’amore
familiare, dell’importanza dello studio e della responsabilità personale.
Un autore che invita esplicitamente i ragazzi a imboccare la strada del
coraggio e dell’integrità “quando e se per voi dovesse venire il
momento di scegliere tra ciò che è giusto e ciò che
è facile” (1) non può che trovarmi dalla sua parte.
Il
primo film, Harry Potter e la pietra filosofale, annacqua un po’
questi concetti in favore dei facili effetti, ma questo era in fondo prevedibile
- lo spettacolo ha le sue esigenze - e aspetto i film successivi per vedere
come questi temi verranno sviluppati. Nel frattempo, il doppio DVD uscito
da qualche settimana è un bel regalo, soprattutto se accompagnato
dal libro, e può essere una piacevole visione per tutta la famiglia
(con un minimo d’attenzione per le scene del confronto finale che potrebbero
spaventare un bambino piccolo).
L’altro grande successo della stagione, il primo episodio della saga del “Signore degli Anelli”, La compagnia dell’anello, è invece senz’altro adatto solo a un pubblico un po’ più grande, perché nonostante la pagina scritta sia stata trasposto in modo magnifico - e anzi proprio per questo motivo - i temi e le immagini richiedono un minimo di maturità per essere compresi senza spaventarsi. Per quanto mi riguarda, non lo farei vedere a un bambino sotto i sette-otto anni, e anche in questo caso la prima visione dovrebbe avvenire accanto a un genitore che rassicura e spiega. Anche questo film, soprattutto nella nuova versione “lunga” in cofanetto, può essere uno splendido regalo, e un ragazzo oltre i tredici o quattordici anni apprezzerà anche una copia della trilogia originale di Tolkien, che gli permetterà di conoscere la conclusione della storia senza aspettare l’uscita in sala del terzo capitolo nell’inverno del 2003.
Superuomini e superbambinaie
Discorso simile anche per Spider-Man - se è assolutamente condivisibile il tema conduttore del film secondo il quale “a un grande potere è associata una grande responsabilità”, la pellicola - come quasi tutte quelle di “super-eroi”, con la sola possibile eccezione del primo Superman con Christopher Reeve - è dark e abbastanza violenta, soprattutto nella seconda parte; e il piccolo schermo espone già i nostri figli a fin troppa violenza, reale e simulata. Anche in questo caso, dunque, fate attenzione se avete dei bambini piccoli e facilmente esaltabili o impressionabili.
Ancora
tra le pellicole interpretate anche da attori, è adatta a ogni bambino
la recente riedizione di Mary Poppins - un film unico nel suo genere,
e che occupa un posto particolare nel mio pantheon personale, forse perché
è stato il primo che ricordo d’aver visto al cinema. Anche in questo
caso la visione del film può essere lo spunto per l’acquisto del
quattro volumi di P.L. Travers dai quali esso è tratto, e che sono
particolarmente adatti a una lettura serale, un capitolo alla volta.
Il
nuovo DVD, rispetto al precedente, è realizzato da un nuovo master,
è su un unico lato (il precedente andava girato a metà film)
e contiene parecchio materiale aggiuntivo - mai comunque come l’edizione
de Il mago di Oz, sul quale non mi dilungo perché ne ho già
parlato ampiamente in passato, ma che è anch’esso un disco ricchissimo
di contenuti speciali e un film adatto a bambini d’ogni età.
Disegni in movimento
Parliamo di quello che è senz’altro il genere preferito dai bambini: il cinema d’animazione. Mia figlia, che a due anni mi chiede di vedere “un cartone dimato” e lo sceglie essa stessa dallo scaffale in base all’immagine sul dorso dell’amaray, non ne avrebbe mai abbastanza, e presumo lo stesso valga anche per i suoi coetanei. È comunque opportuno non esagerare, da un lato evitando che i bambini vedano due o tre film uno dopo l’altro - anche se è una bella comodità vederli tranquilli per qualche ora - e dall’altro scoraggiando la tendenza a vedere e rivedere all’infinito sempre lo stesso film, fino ad esserne completamente intontiti. Bisogna insistere un po’, ma è possibile.
A proposito di questo genere, un avvertimento: non tutti i cartoni animati sono adatti ai bambini. E questo vale soprattutto per quelli prodotti in Giappone. Non sto esprimendo un giudizio negativo sulle produzioni del Sol Levante, sebbene debba confessare di non esserne un fan, ma vorrei semplicemente ricordare, o segnalare a chi non lo sapesse, che gran parte dei cosiddetti “manga” è pensata e realizzata esplicitamente per un pubblico adolescente o addirittura adulto, con forti componenti d’erotismo e di violenza. In occasione della trasmissione in televisione, molte serie giapponesi sono state editate, adattate e complessivamente edulcorate, ma lo stesso materiale è stato poi trasferito su DVD in forma integrale, insieme con opere decisamente per adulti - come il bel thriller Perfect Blue o l’inquietante Ghost in the Shell. Se acquistate un cartone animato giapponese per destinarlo a un bambino, quindi, attenzione alle note di copertina e all’eventuale indicazione di un’età minima per la visione, anche se si tratta di una serie che avete già visto sul piccolo schermo.
Non si corrono grossi rischi, invece - se non quelli di alimentare la febbre del collezionismo di cards e gadget - con i cartoni animati, anch’essi giapponesi, dei Pokemon. Di questa serie, non esaltante ma secondo me ragionevolmente innocua, sono usciti finora tre lungometraggi in DVD, dei quali a mio giudizio il primo (Mewtwo contro Mew) resta il migliore come trama, anche se il secondo colpisce per qualche effetto e per l’originalissima idea dell’aver inserito come personaggio un… collezionista di Pokemon vivi che ha cominciato proprio con una card rara!
Disney & Co.
Si
va solitamente a colpo sicuro con i lungometraggi Disney; anche se in qualche
caso, come La Sirenetta, il messaggio di fondo - nel caso specifico,
che si può essere disobbedienti e capricciosi, tanto alla fine tutto
si aggiusterà e si otterrà quello che si voleva - non è
del tutto condivisibile. Ma tant’è, la presenza di un personaggio
come Sebastian fa quasi perdonare la caduta di stile.
È
invece necessaria qualche cautela, soprattutto durante la visione dei film
più vecchi come Biancaneve e i Sette Nani o La Bella Addormentata
nel Bosco, perché qualche “cattivo” - e quelli Disney sono spesso
tratteggiati con efficacia - può spaventare gli spettatori più
piccini, e sarà opportuno che al mamma sia accanto a loro per rassicurarli
che “è tutto finto”.
Per quanto riguarda le possibilità di regalo, la Disney, sempre attenta alle opportunità del mercato, ha pubblicato alcuni titoli in bellissime confezioni “De Luxe”, che nulla hanno da invidiare alle edizioni d’oltreoceano, come il recente La bella e la bestia, in un doppio disco che permette la visione di tre diverse versioni del film e di una cornucopia di materiale aggiuntivo. Il film è forse il più bello prodotto dalla Disney nell’ultimo decennio, tutti i personaggi sono interessanti e ben delineati, la protagonista femminile possiede rara intelligenza e grande spirito, la Bestia è ragionevolmente spaventosa ma sensibile, l’antagonista è odioso al punto giusto, e i comprimari sono irresistibili.
Per i bambini più piccoli, meglio ancora Le avventure di Winnie the Pooh, realizzato nel 1977 collegando una serie di cortometraggi animati realizzati dalla Disney negli anni precedenti. Superiore alla successiva serie animata televisiva, e di gran lunga migliore della recente trasposizione che combina pupazzi animati e computer graphics, questo film riesce a conservare la semplicità, il garbo e l’ironia delle storie di A.A. Milne, ed è adatto anche ai più piccini. Il nuovo DVD offre anche il vantaggio di poter ascoltare in originale le voci - Sebastian Cabot nel ruolo del narratore, Sterling Holloway, voce di tanti personaggi Disney, nella parte dell’orsetto protagonista, e un divertentissimo Paul Winchell in quella di Tigro - e le belle canzoni del fratelli Sherman.
Sempre distribuito dalla Disney, ma frutto della creatività degli studi Pixar, un’altra imperdibile edizione “De Luxe”: il doppio disco di Monsters & Co. Ecco davvero un film che veramente può piacere a tutte le età, dai due agli ottant’anni, assolutamente eccezionale per l’originalità del concetto e per la perfezione della realizzazione. Come nelle opere precedenti della Pixar - i due Toy Story e A Bug’s Life, titoli adattissimi alla videoteca di ogni bambino - il pur straordinario tour de force tecnico dei realizzatori passa rapidamente in secondo piano rispetto a una trama avvincente, inventiva, molto divertente, e ciononostante con contenuti ragionevolmente educativi. Anche se questo è un film che la maggior parte dei bambini può vedere senza la presenza di un adulto, perché privarvi di questo piacere? (E non trascurate l’esilarante cortometraggio Pennuti spennati che accompagna il film!)
E per finire...
Aggiungo qualche suggerimento meno ovvio ricordando un film per i più piccini, il garbato Babar Re degli elefanti, tratto dalle opere - famose in Francia e meno note da noi - di Jean e Laurent de Brunhoff, e distribuito nel nostro Paese da ElleU Multimedia; e soprattutto quello che per me è uno dei migliori e più intelligenti film d’animazione delle ultime stagioni, Il gigante di ferro, sceneggiato e diretto da Brad Bird da un romanzo di Ted Hughes, e pubblicato dalla Warner. Imperniato sulla storia di una macchina da guerra che decide di non essere tale - perché noi siamo ciò che scegliamo di essere - questo lungometraggio di un paio d’anni fa, ma ambientato negli anni della Guerra Fredda, è particolarmente d’attualità in questi tempi inquieti e può essere un ottimo spunto di discussione sull’attualità con i ragazzi un po’ più grandi.
L’importante è proprio questo: guardare i film insieme con i nostri figli, e poi parlarne. Le pellicole che essi vedono, come i libri che leggono, entrano a far parte della loro educazione. Ed è nostro dovere - e molto spesso anche un piacere - scambiarsi i punti di vista, capire cosa li ha colpiti, attratti o turbati, trasformare queste esperienze in momenti di crescita e di apprendimento oltre che di semplice divertimento, talvolta maturando e apprendendo a nostra volta, come genitori e come persone. Nessun supporto multimediale può sostituire il nostro ruolo, ma anche un DVD può aiutarci a svolgerlo al meglio. L’importante è che i ragazzi sappiano di poter condividere le loro esperienze con noi, che siano consapevoli che saremo sempre disponibili ad ascoltarli con attenzione e piacere. Anche se, con la vita frenetica che facciamo tutti noi, tutti i giorni, spesso questo non è affatto facile.
(1)
J.K. Rowling, Harry Potter e il calice di fuoco, Salani Editore,
pag. 614
© 2002 Edizioni Milano Publishing