FINESTRA SUL CORTILE
di Cesare Cioni

(da "DVD World" n. 36, Gennaio 2003)
 
 
 

CONSIDERAZIONI DI FINE D'ANNO

Fine dell’anno vecchio, inizio dell’anno nuovo. È tempo di bilanci e valutazioni, il momento in cui ci si ferma e si guarda indietro ai risultati del proprio lavoro o dei propri investimenti economici e affettivi. Può darsi che sia stato un anno buono che ha portato - magari inaspettatamente - ricchezza, amore ed entusiasmo, oppure uno da dimenticare, in cui tutto è andato storto e, a poco a poco, si è perso terreno fino a non saper più bene come uscire dalla situazione in cui ci si trova. Più probabilmente, un misto di ambedue le cose; e comunque sia, è ora di archiviare il passato, fare un bel respiro e tuffarsi, con tutta l’energia di cui si è capaci, nell’anno che arriva.
E noi? Nel settore che ci interessa su queste pagine, cos’è successo, com’è andata, cosa ci hanno portato questi dodici mesi? Vediamo se riusciamo anche noi a tirare le somme del 2002.

Un lettore in ogni casa?

Il 2002 è stato, indiscutibilmente, l’anno in cui il lettore di DVD è finalmente diventato un oggetto per il grande pubblico, e non solo per pochi appassionati di tecnologia disposti a dar fondo ai propri risparmi. Personalmente, credo di essermene reso conto il giorno in cui i miei genitori - ambedue pensionati settantenni - mi hanno chiesto di procurargliene uno. E i numeri diffusi in questi mesi confermano quest’intuizione. Secondo le statistiche diffuse dal DVD Group e dalla stampa, il supporto si è diffuso con una rapidità senza precedenti: negli Stati Uniti sarebbe presente un lettore ogni tre famiglie, e se in Italia siamo su percentuali inferiori si parla comunque di oltre un milione di utenti (contro i circa seicentomila dello scorso anno). Nel modo ne sarebbero stati venduti oltre 45 milioni, dei quali venti milioni solo quest’anno.
E questo tenendo conto dei soli lettori “domestici”, senza tener conto del fatto dei lettori installati nella maggior parte dei PC.

Questa diffusione è stata aiutata da un crollo dei prezzi che hanno reso questo apparecchio alla portata di tutti. Anche grazie all’ingresso di produttori sudcoreani che hanno fatto concorrenza ai produttori giapponesi, un lettore entry-level non costa ormai molto più di un buon videoregistratore: si può scegliere tra differenti modelli, spendendo tra i cento e i centocinquanta Euro, e con duecento ci si porta a casa un prodotto di marca.
Per sfruttare in modo migliore le caratteristiche del supporto, inoltre, esistono kit con lettore, amplificatore DD e casse 5.1 in vendita poco più di trecento Euro. Certo, non si può pretendere a questo prezzo di avere un vero home cinema, ma uniti a un buon televisore rappresentano comunque un primo, percepibile salto di qualità rispetto alla visione tradizionale.
Quello che è importante è che si è definitivamente avviato il processo di penetrazione che spezza il circolo vizioso per il quale, non essendoci molti utenti, in Italia uscivano pochi titoli e i prezzi erano molto più alti di quelli delle VHS, anche per film di parecchi anni fa in edizioni povere di contenuti.

Solo l’imbarazzo della scelta

E infatti l’anno che si conclude è stato soprattutto contraddistinto dall’ampliarsi dell’offerta di software. In Italia sono ormai disponibili alcune migliaia di titoli, e negli Stati Uniti le cose vanno anche meglio: nel corso del 2002 è stato raggiunto e superato il traguardo del miliardo di pezzi venduti dalla creazione del formato (1997) sono in catalogo oltre 18.000 titoli, ai quali se ne aggiungono alrtri al ritmo di un centinaio alla settimana.
Grazie anche al prezzo di vendita mediamente più elevato, il fatturato relativo ai DVD ha per la prima volta superato quello delle videocassette, e alcune catene importanti hanno deciso di abbandonare la vendita di queste ultime per concentrarsi solo sulle vendite di film in formato digitale.
Nel nostro Paese, come abbiamo detto, il catalogo non è altrettanto vasto, ma si arricchisce ogni giorno, e non sono solo i blockbuster dell’ultima generazione a essere riversati sul dischetto argentato: in questi ultimi mesi abbiamo visto arrivare, tra l’altro, la filmografia completa di Marilyn Monroe, le prime edizioni italiane dei film di François Truffaut, la prima serie di Twin Peaks di David Lynch, tutto Maigret con Gino Cervi, l’attesissimo cofanetto di Ritorno al futuro, Totò e ora anche Alberto Sordi.
Tra i film di grande richiamo ben pochi mancano all’appello - in prima fila le trilogie di Indiana Jones e di Guerre Stellari, ma sappiamo già che George Lucas ci farà aspettare il più possibile per creare l’evento.

Differenze di prezzo e confezioni speciali

Parallelamente all’incremento delle vendite di hardware e all’arricchimento del catalogo di software, il 2002 è stato segnato - finalmente! - dalla reale differenziazione dei prezzi dei dischi. Molti titoli sono ora offerti dalle case a un prezzo più competitivo e non tanto lontano da quello delle videocassette, con un’ampia scelta di titoli venduti a una quindicina di Euro (da Il vizietto dell’MGM a Vi presento Joe Black di Universal, da Marrakech Express di Cecchi Gori a Per incanto o per delizia della Fox). Inoltre, grazie anche alla concorrenza tra i rivenditori e alle offerte della grande distribuzione, non è difficile vedersi proporre dischi anche recenti per una decina di Euro (girando per negozi in questi giorni, ho visto la Director’s Cut di Stargate, Frankenstein Junior, e addirittura Harry Potter e la pietra filosofale).
D’altro canto, anche in Italia sono state pubblicate delle “Edizioni Speciali”, non molto diverse da quelle americane, a un prezzo più elevato della media, di solito giustificato da contenuti aggiuntivi e talvolta da gadget. Spesso, come è successo con La Bella e la Bestia, Mosters & Co. e Spider-Man, queste uscite sono state accompagnate da una edizione “Standard” con contenuti più essenziali e un prezzo più abbordabile, per lasciare all’acquirente la scelta fra le diverse possibilità.
Il premio per l’edizione “Speciale” più lussuosa (e costosa) del 2002 sul mercato italiano va senz’altro alla Gift Edition de Il Signore degli Anelli, che oltre alla versione estesa del film - in quattro dischi ricchi di materiale inedito- contiene anche due statuette in similpietra, il tutto per una novantina di Euro. Nonostante l’alto prezzo, e benché il film fosse disponibile nella versione estesa anche senza statue e fosse già stato commercializzato un paio di mesi prima nel montaggio cinematografico, la pubblicazione è stata un successo.
Eppure questo è ancora nulla in confronto a un’altra “Edizione Speciale”, la Collector Edition di Spider-Man per il mercato francese, che contiene, oltre all’edizione in due DVD del film, una riproduzione del primo albo a fumetti dell’Uomo Ragno, il CD della colonna sonora, un frammento di pellicola, alcune stampe e una statuetta in resina del personaggio, realizzata appositamente: il tutto in una cassetta di legno pirografata, in 5000 esemplari venduti al non modico prezzo di 249 Euro!
Possiamo proprio dirlo: non si sono limiti a quello che un collezionista sarebbe disposto ad acquistare.

Qualche nota negativa

In mezzo a tanti avvenimenti positivi, resta comunque qualche punto oscuro.
Permane, in attesa di un pronunciamento delle autorità UE, la pratica del regional coding che impedisce agli acquirenti italiani di godersi un film acquistato in piena legalità all’estero. Dato che secondo le nuove direttive EU sul copyright non è lecito vendere apparecchi o fornire informazioni che permettano di aggirare le misure di protezione dei diritti d’autore, se il regional coding venisse compreso fra queste, diventerebbe illegale aggirarlo.
Questo sarebbe particolarmente spiacevole, se si considera che purtroppo non tutte le edizioni italiane sono ancora all’altezza di quelle internazionali. Se Buena Vista ha promesso di far uscire anche in Italia almeno alcuni Disney Treasures (cofanetti in metallo che raccolgono il meglio dei cartoni animati d’epoca di Walt Disney), Universal, per esempio, ha pubblicato la trilogia di Ritorno al futuro con parecchio materiale in meno rispetto all’edizione americana.
Da un punto di vista tecnico, è positivo che finalmente la stragrande maggioranza dei film sia correttamente realizzata a partire da master widescreen anamorfici; ma abbiamo anche dovuto assistere a perversioni per cui materiale inizialmente realizzato per uno schermo 4:3 è stato modificato per farlo sembrare anch’esso widescreen. È il caso dell’atteso primo cofanetto di video dei Queen, nel quale i filmati originali televisivi sono stati rozzamente tagliati in alto e in basso, degradando quella che poteva essere una delle migliori uscite dell’anno in virtù di un audio spettacolare in DTS. E sempre nel corso del 2002 abbiamo ancor assistito a qualche passo falso dovuto a un inadeguato controllo qualità, dal transfer “sbagliato” di Kiki’s Delivery Service che richiederà la sostituzione di tutte le copie, al disco di Amici Miei che non funziona su molti lettori.

L’anno che verrà

Per il 2003 ci possiamo aspettare un’ancor più capillare diffusione del DVD, che diventerà un oggetto presente in moltissime famiglie, dando ancora maggior impeto alla distribuzione di titoli in vendita e a noleggio.
Questo in sé è un risultato auspicabile, ma qualche nuvola si addensa all’orizzonte. Con il diffondersi del supporto e l’esigenza di tenere bassi i prezzi di vendita del software, è possibile che ne risentano i contenuti dei dischi, non più mirati a una cerchia di cinefili e appassionati, ma a un grande pubblico, molto meno acculturato ed esigente, e soprattutto desideroso di spender poco.
È recente la notizia che la Disney avrebbe annunciato l’intenzione di abbandonare la realizzazione di edizioni a due dischi, constatando che gli “extra” non interessano che a un 8 % di acquirenti, troppo pochi per giustificarne il costo. Se anche questa decisione non venisse messa in pratica, si può intuire che l’alternativa è quella di rendere tali edizioni oggetti da collezione ancora più costosi.
E in base allo stesso ragionamento, per quanto avremmo edizioni multilingue, o anche solo con l’audio originale, una volta che le quantità giustificassero la pubblicazione di un disco specificamente per il mercato italiano?

Nello stesso tempo, i produttori americani saggiano ancora il mercato con edizioni separate e simultanee dello stesso film per la versione widescreen e quella pan&scan: sembra evidente l’intenzione di verificare quali esattamente vengano preferite dal pubblico. Se, com’è purtroppo possibile, i possessori di TV 4:3 (ancora la maggioranza, soprattutto negli USA) preferiranno il pan&scan per evitare le “fastidiose bande nere”, questo potrebbe tornare a essere lo standard, e le edizioni widescreen sparire o diventare anch’esse più costose.
Insomma, potremmo scoprire di essere stati fino ad ora viziati dai produttori, e che, con l’allargarsi del mercato al grande pubblico, il cui gusto è spesso rovinato dalle pessime abitudini televisive, la moneta cattiva scaccerà quella buona e ci troveremo di fronte a prodotti a minor costo, ma inferiori anche in qualità, com’è successo in molti altri campi.
Staremo a vedere. Il bello del futuro è che è sempre imprevedibile e inaspettato, nel bene e nel male. Si può solo fare del proprio meglio e stare a vedere cosa succede.

Buon anno!

© 2003 Edizioni Milano Publishing